Presentazione del volume di Limes “Indagine sulle periferie”

Roma 19 maggio 2016

Limes “Indagine sulle periferie”

Nel 2007 l’Onu ha certificato il sorpasso, a livello mondiale, della popolazione urbana su quella rurale. Questo epocale fenomeno ha gonfiato a dismisura le periferie delle grandi metropoli, facendone il tratto distintivo del paesaggio urbano nel XXI secolo. Ma è il concetto stesso di periferia a cambiare: da limes dell’abitato a fulcro delle grandi sfide future, come l’ambiente, l’integrazione, la criminalità e l’economia.

Dall’espansione incontrollata delle città italiane nel secondo dopoguerra, al modello francese di periferia urbana iper-pianificata, ma spesso fallimentare. Dai ghetti delle downtowns statunitensi agli slums sudamericani, passando per le nuove megalopoli africane in crescita esponenziale.

Il volume di Limes indaga la fisionomia e le dinamiche di tali spazi, che sempre più definiscono le città e le vite di chi le abita, ma anche i rapporti di forza a livello statale e sovrannazionale.

Di questo hanno discusso l’architetto Paolo Desideri, la critica d’arte Anna Detheridge, il Presidente di Amref Italia Mario Raffaelli e il Procuratore generale della Repubblica Giovanni Salvi, moderati dal Direttore di Limes Lucio Caracciolo.

Nel suo Intervento introduttivo Federica Galloni ha sottolineato l’impegno del MiBACT e della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane: “Occorre sgombrare il campo dall’ipocrisia. È certamente vero che le periferie, nella loro complessità e pluralità sono tra i luoghi più vitali della società, territori in continua trasformazione perché per loro natura di confine, in grado di accogliere i cambiamenti della contemporaneità perché più resilienti.

Occorre sottrarre le periferie urbane a giudizi generici, sommari: un conto è agire su insediamenti di oltre 100.000 abitanti, delle città autonome dove si evidenziano tutti i problemi della cosiddetta città vasta un altro se si tratta di agire su realtà frutto di progetti autoriali nati da un pensiero progettuale all’epoca di avanguardia. Altra storia se si tratta invece di intervenire su realtà drammaticamente diverse quali, ad esempio nel caso di Roma, i numerosi nuclei urbani sorti spontaneamente”.

Leggi la notizia sul sito dell’Archivio Centrale dello Stato.